Conoscere e Affrontare: l’Ansia

“La mente è come un iceberg, galleggia con un settimo del suo volume al di sopra dell’acqua.”
– Sigmund Freud

L’ansia è una delle reazioni universali che ci caratterizzano come esseri umani.
In ambito etologico/evoluzionistico essa ha un significato adattivo per la nostra specie, utile a prevenire i pericoli legati alla sopravvivenza.
L’ansia è quindi una reazione comune, utile, e di per sé non presenta un disturbo, perché attiva le persone verso un’azione; raggiungere un obiettivo.
Provare ansia, prima di fare un esame, un colloquio di lavoro, durante un periodo particolarmente difficile della nostra vita, è un segnale funzionale. Nel nostro profondo, c’è una parte di noi che ci comunica che si tratta di un momento emotivamente importante, per questo motivo è necessario attivare tutte le nostre risorse al fine di affrontarle al meglio – Ansia Funzionale.
Quando l’ansia diventa un problema?
La reazione ansiosa diviene disfunzionale nel momento in cui compare in modo sproporzionato, in assenza di un reale possibile grave pericolo; l’ansia, così, si prolunga nel tempo e diviene progressivamente meno gestibile per l’individuo che la prova (Freud 1915, Bion 1970).
Le persone che sperimentano questa reazione disfunzionale tendono ad essere ansiose anche in luoghi o circostanze in cui altri non lo sarebbero (o lo sarebbero in misura minore). All’interno di loro è come se si attivasse una eccessiva risposta d’allarme per la situazione contingente. Quando l’ansia diviene ricorrente, invalidando la vita di un individuo, è possibile essere di fronte ad un vero e proprio disturbo d’ansia, che può essere diagnosticato unicamente da una figura professionale specializzata: uno psicologo/psicoterapeuta. L’ansia è un campanello d’allarme, vuole darti delle indicazioni, tornerà a farti visita finché non avrai compreso il messaggio profondo che porta con sé. L’unica strada percorribile è guardare dentro di te. Spesso l’ansia deriva proprio dall’incapacità di guardarci dentro, e si presenta quando non siamo più in grado di ascoltare la nostra voce interiore e viviamo in balia dei rumori esterni. L’ansia è una condizione psichica, prevalentemente consapevole, caratterizzata da sensazioni di paura. Queste possono derivare da stimoli soggettivi od oggettivi. L’ansia è spesso associata a sintomi corporei ( palpitazioni, senso di oppressione al petto, affanno, tremori).
In ambito psicoanalitico più che di ansia si parla di angoscia. L’angoscia si distingue dalla paura (ansia) per il fatto di essere meno specifica o legata ad un
oggetto che la genera. Può derivare da un conflitto interiore e non è una paura immediatamente individuabile. E’ un terrore senza nome che deriva dall’immaginazione catastrofica dell’individuo.

Alcune linee guida per orientarci nell’affrontare l’ansia:
L’Ansia generalizzata: appare tipicamente in certi momenti della vita, nei quali tante problematiche irrisolte vengono a galla tutte insieme (amore, lavoro, eventi traumatici…).
In questo caso:
– Affidati alla psicoterapia del profondo
Serve guardarsi dentro e in profondità: è il momento di capire le cause profonde del malessere.
– Apriti a nuovi progetti
A volte l’ansia e/o l’angoscia è creata dal vuoto e dal non senso. Se qualche idea sul futuro si
affaccia spontaneamente, “acchiappala”. Se invece l’ansia è di tipo situazionale, dovuta ad esempio a una grave malattia di un familiare, dall’esito incerto che si protrae nel tempo:
– Chiedi aiuto
Può sempre servire una psicoterapia, ma orientata soprattutto al supporto che ti permetta di sfogarti, di sentirti “accolto” e di avere consigli per questa dura prova della vita.
– Affidati ai rimedi naturali
Se la situazione di vita ti ha risucchiato ogni energia psicofisica, alcuni rimedi possono servire:
fitoterapia, omeopatia, rimedi floreali…
– Non stare solo
Se non sono persone ansiogene, cerca il calore di amici e/o familiari. A patto che che non si parli. A patto che che non si parli sempre del “problema”.

PSICOTERAPIA E CURA DELL’ANSIA
Nella categoria delle psicoterapie ad orientamento analitico/psicoanalitico si rivolgono a persone
disposte ad investire le proprie energie su un complesso lavoro interno esteso a tutta la personalità, in cui la conoscenza delle dinamiche che hanno condotto al sintomo e l’analisi delle resistenze al cambiamento si pongono come obiettivi fondamentali.
In relazione alla cura dell’ansia, l’approccio psicoanalitico considera il sintomo non comeuna malattia ma come una manifestazione esterna risultante da una varietà di fattori che, nell’arco della vita del soggetto, hanno contribuito alla formazione di conflitti e difetti (Winnicott,1975).
Nell’ambito della relazione terapeutica per la cura dell’ansia, la persona ansiosa può ricercare e comprendere il significato di stati d’animo e comportamenti apparentemente incomprensibili e acquisire consapevolezza dei vantaggi secondari che trae dal suo malessere e che ostacolano il processo di cambiamento. Una volta raggiunto un maggior grado di coscienza delle proprie dinamiche interne, può essere utile, per il soggetto ansioso, ricercare delle vie di trasformazione dei propri impulsi che gli consentano di incanalare parte della tensione emotiva in attività e interessi da cui trarre gratificazione. Per la cura dell’ansia, è previsto sia un approccio che fornisce un sostegno individuale mantenendosi sul piano del conscio e del preconscio e utilizzando tecniche come:

l’interpretazione e la chiarificazione ma si fa ricorso anche a tecniche più attive:
l’incoraggiamento, il rinforzo dell’autostima, la ricerca di modalità di pensiero e di azione più
funzionali al soggetto e l’esercizio al controllo delle emozioni.

BIBLIOGRAFIA

Bion, W.R. “Attacchi al legame” in Analisi degli schizofrenici e metodo psicoalnalitico. Armando Roma 1970 p. 159
De Bianchedi, E.T. et al. Theories on anxiety in Freud and Melanie Klein. Their metapsychological status. International
Journal of Psychoanalysis, London 1986.
Freud, S. (1915 ) La rimozione. O.S.F., 8
Freud, S. (1915-1917). Introduzione alla psicoanalisi: “Angoscia”. O.S.F., 8
Freud, S. (1925). Inibizione, sintomo e angoscia. O.S.F., 10 Hinshelwood, R.D. Dizionario di psicoanalisi
kleiniana.Raffaello Cortina Editore Milano 1989.
Klein, M.(1928). I primi stadi del conflitto edipico. In “Scritti 1921 1958”) Bollati Boringhieri Torino 1978
Klein, M.(1935). Contributo alla psicogenesi degli stati maniacodepressivi. In “Scritti 1921 1958”) Bollati Boringhieri
Torino 1978.
Klein, M.( 1946). Note su alcuni meccanismi schizoidi. In “Scritti 1921 1958”) Bollati Boringhieri Torino 1978.
Winnicott, D.W. Dalla pediatria alla psicoanalisi. Martinelli Firenze 1975.
Winnicott, D.W. Sviluppo affettivo e ambiente. Editore Armando Roma 1970.
Winnicott, D.W. (1971) Lettera a Mme Jeannine Kalmanovitch. Nouvelle Revue de Psychanalyse, 3.

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